LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO E MANI PULITE - Va di moda definire il Novecento come “secolo breve”, e ci adeguiamo. Dopo la caduta del muro di Berlino e poi con gli scandali ufficializzati da Mani Pulite, sono crollate le ideologie, è crollato il mito di una classe politica impegnata per il nostro benessere e al di sopra di ogni sospetto. Con un consumismo sfrenato, la sfiducia nella classe dirigente, una televisione che ci mostrava i previlegi della ricchezza e l’importanza di essere ricchi, abbiamo cambiato la visione della vita. Citiamo testualmente l’affermazione di un ventenne: “Mio padre è stato un coglione, ha lavorato tutta la vita e non è nemmeno stato capace di comprarsi un appartamento”. E’ cambiato il senso morale: sempre più spesso l’onesto è definito ”coglione” e il furbo che si è fatto i soldi è un modello da imitare. Il livello di vita della maggioranza degli italiani è oggettivamente ( se comparato con il resto del mondo) di una notevole ricchezza, ma in questo periodo di crisi ove il PIL perde lo 0,5% ci sentiamo ripetere in continuazione che siamo poveri. I poveri in Italia esistono, ma fortunatamente sono ancora una piccola minoranza, che con un poco d’impegno potremmo aiutare. Non si può combattere la società dei consumi senza creare pesanti ripercussioni sociali, ma occorre riscoprire il senso di appagamento per la ricchezza di cui godiamo e dobbiamo educare le nuove generazioni a costruire il loro benessere, ma soprattutto ad apprezzarlo.